FONDAZIONE ITALIANA PER LA RICERCA SULLE MALATTIE DEL PANCREAS - ONLUS

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LE PATOLOGIE DEL PANCREAS :: TUMORI

Le neoplasie pancreatiche rappresentano cronologicamente il settore di interesse che più impegna l'attività sia assistenziale che scientifica. In Italia muoiono 8.000 persone l'anno per tumori del pancreas, quarta causa di morte per neoplasia in Europa occidentale con circa 45.000 decessi per anno.

Esistono diversi tipi di tumore pancreatico, a cui corrispondono terapie e prognosi differenti. In particolare esistono tumori del pancreas che nascono dalla componente esocrina (quella che produce enzimi per la digestione) o alla componente endocrina (quella che produce ormoni tra i quali il più noto è l'insulina, implicato nel diabete).

I tumori benigni sono rari e rappresentano circa il 6-10% della patologia del pancreas.

I più frequenti sono rappresentati da:

  • Tumore a cellule acinari
  • Cistoadenoma sieroso
  • Cistoadenoma mucinoso

Gli ultimi due presentano un aspetto "cistico": nei pazienti che hanno avuto nel loro passato la pancreatite, questo porta a problemi nel differenziarli dalle più semplici cisti pancreatiche. In particolare, è molto importante verificare la possibile presenza del Cistoadenoma mucinoso, in quanto tale malattia rappresenta una forma di passaggio da un tumore benigno ad uno maligno. Altri tumori benigni sono ancora più rari, come gli emangiolinfomi e gli schwannomi.

I tumori maligni rappresentano la maggioranza delle neoplasie pancreatiche. Sono malattie a decorso molto aggressivo e rappresentano attualmente la 4ª-5ª causa di morte per tumore nel mondo occidentale.

Il cancro pancreatico colpisce maggiormente il sesso maschile e la popolazione anziana.

Il tumore maligno più frequente è l'adenocarcinoma duttale, che rappresenta il 90% circa delle neoplasie del pancreas.

Le altre varianti tumorali maligne sono meno frequenti, ma la prognosi rimane sempre severa:

  • adenocarcinoma mucinoso
  • carcinoma a cellule acinari
  • adenocarcinoma squamoso
  • carcinoma anaplastico

Circa il 95 % dei tumori pancreatici sono del tipo adenocarcinoma. Il restante 5 % include altri tumori del pancreas esocrino (ad.es. cistoadenoma sieroso), cancri a cellule acinari, e tumori neuroendocrini pancreatici (come l' insulinoma). Questi tumori differiscono enormemente nel processo che porta alla loro diagnosi, necessitano di protocolli terapeutici diversi, e generalmente hanno una prognosi più favorevole rispetto all'adenocarcinoma.

Il tumore del pancreas compare in età matura e viene scoperto per caso, quando è già troppo tardi. I primi sintomi sono generici: astenia, dolore epigastrico, diabete. E spesso la vera causa di questi malesseri resta incompresa per mesi. L'adenocarcinoma, a ragione definito un killer silente, e' difficile da diagnosticare. La stessa ecografia, nel 15% dei casi non vede le lesioni del pancreas, per difficoltà legate alla posizione anatomica della ghiandola, 'nascosta' sotto allo stomaco e al fegato.

La diagnosi precoce del cancro pancreatico è molto difficile perché i sintomi sono molto aspecifici e vari. I sintomi comuni includono il dolore addominale, la perdita dell'appetito, una significativa perdita di peso ed ittero non dolente (più frequente nei tumori della testa del pancreas). Tutti questi sintomi possono essere imputati ad altre cause. Dunque, la diagnosi del cancro pancreatico è spesso un evento tardivo del suo sviluppo.

Una diagnosi corretta prevede il contributo congiunto della radiologia e della anatomia patologica, associando moderne tecniche ecografiche e radiologiche con analisi delle cellule e tessuti anche in corso di intervento chirurgico. Ancora oggi, medici anche esperti considerano senza speranza di cura e con poca speranza di sopravvivenza un paziente con una massa pancreatica e/o con localizzazioni secondarie (metastasi) al fegato.

La chirurgia è in grado di guarire alcuni tipi di tumore pancreatico e ha fatto notevoli progressi negli ultimissimi anni permettendo una sopravvivenza maggiore se associata alla chemioterapia. Molto si spera per il prossimo futuro dalle conoscenze derivate dai recenti progressi nella ricerca clinica e di base.

Le cure palliative sia invasive che non costituiscono a loro volta un difficile e costoso approccio terapeutico. I trattamenti adiuvanti e neo-adiuvanti, infine, risultano al momento insoddisfacenti nonostante i continui tentativi di identificare nuove metodiche sia chemio- che radio- che immuno terapeutiche anche in combinazione. Si deve comunque osservare che nonostante tutto sono sempre meno sporadici i casi di pazienti che possono essere radicalmente trattati con queste metodiche capaci di portare ad un intervento risolutivo casi che non erano tali all'inizio dei trattamento combinati.

 

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